SCRITTORInCORSO con il fratello e la madre

Marzo 1935: il piccolo Giuseppe con il fratello Gianpiero e la madre
a un anno

Giuseppe Pontiggia a un anno
Giuseppe Pontiggia nasce il 25 settembre 1934 a Como.


Sua madre, in gioventù attrice dilettante, gli trasmette l'interesse per la recitazione.




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{NUOVO LIBRO}

{AGENDA}

{FORUM}


BIOGRAFIA
Suo padre, funzionario di banca, gli trasmette il gene della bibliofilia, brama di conoscere l'universo attraverso i libri.

Trascorre l'infanzia a Erba, in Brianza: campagne, laghi, fiumi, spazi che ritornano nella sua narrativa. Dopo la morte del padre, nel 1943, si sposta a Santa Margherita Ligure, Varese e, infine, a Milano, dove abita dal 1948.


classe IV

La classe IV, alla scuola di Erba, nell'anno scolastico 1943-'44

Scopre lo stile come felicità del linguaggio attraverso la lettura adolescente di Maupassant. A diciassette anni, ultimato il liceo classico con due anni di anticipo, si impiega per necessità economica in banca.


liceo classico

Il liceo classico, nel 1950: Pontiggia è il terzo da destra della fila in fondo
libreria

Un angolo della libreria di Pontiggia

 
servizio militare

Un contatto per certi versi inquietanti con un mondo di adulti che credeva maturi. Frutto della crisi è un breve romanzo autobiografico, La morte in banca, che mostra a Vittorini nel 1953. Riceve dall'autore un incoraggiamento decisivo a dedicarsi alla narrativa.
servizio militare


Nel 1960 Pontiggia presta servizio militare
     
Politecnico

Un riferimento culturale:
"Il Politecnico"
Prende parte fin dalla fondazione (1956) alla redazione del "Verri", rivista d'avanguardia diretta da Luciano Anceschi, che pubblica nel 1959, nei suoi "Quaderni", La morte in banca insieme con cinque racconti. Nello stesso anno si laurea all'Università Cattolica di Milano con una tesi sulla tecnica narrativa di Italo Svevo. Lasciata la banca nel 1961 si dedica all'insegnamento serale: l'ampio tempo libero gli consente di approfondire letture, interessi ed esperienze in molteplici direzioni.
con la moglie

1963: Pontiggia con la moglie,
in viaggio di nozze

A metà degli anni Sessanta inizia la collaborazione con Adelphi - con la quale pubblica nel 1968 L'arte della fuga - e, poco tempo dopo, con Mondadori - con la quale collabora, sin dal primo numero nel 1961, alla cura dell'"Almanacco dello Specchio". Svolge attività saggistica e critica, occupandosi sia di autori classici (traduce Ausonio, Macrobio, Bonvesin de la Riva) sia di moderni e contemporanei. La lettura, su una rivista di studi classici, di una polemica feroce tra due filologi gli suggerisce il tema del Giocatore invisibile, che esce da Mondadori nel 1978; la storia di un gruppo di comunisti clandestini, traditi nel 1927 da un infiltrato, è al centro del romanzo successivo, Il raggio d'ombra, che esce nel 1983.

archivio

L'archivio di Pontiggia
Affermatosi come romanziere, inizia a pubblicare raccolte di saggi di brillante scrittura: Il giardino delle Esperidi (Adelphi, 1984), a cui fanno seguito Le sabbie immobili (Il Mulino, 1991), L'isola volante (Mondadori, 1996) e I contemporanei del futuro. Viaggio nei classici (Mondadori, 1998). Nella narrativa arriva a cogliere brillanti successi: dal Premio Strega nel 1989 con La grande sera al Super Flaiano con Vite di uomini non illustri del 1993, fino al Premio Campiello nel 2001 con Nati due volte. Successi affiancati da attente revisioni e ampliamenti di alcuni precedenti lavori: Il raggio d'ombra (1988, II edizione), L'arte della fuga (1990, II edizione) e La morte in banca (1991, III edizione), fino alla seconda edizione della Grande sera (1995) "interamente rinnovata".
 
"Muore il 27 giugno 2003 a Milano".
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