![]() MAPPA SITO |
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Nelle mie opere cerco di inventare, nel senso etimologico
del termine, da invenire, "trovare":
trovare sulla pagina qualcosa che non conoscevo e che si rivela per me,
e spero per il lettore, ricco di significato.
{NATI DUE VOLTE} |
Pile di libri nella casa milanese di Pontiggia |
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La morte in banca è l'unico mio romanzo leggibile
in chiave autobiografica: il protagonista
è un giovane di diciassette anni che, dopo aver finito brillantemente
il liceo, per ragioni economiche si impiega in una banca, un mondo
che gli è estraneo e che rifiuta, pensando costituisca la sua vita
"pratica", mentre quella "vera" è altrove.
{BIBLIOGRAFIA La morte in banca} |
L'unico libro di ispirazione autobiografica |
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Ci sono personaggi che sono stati inventati proprio
sulla pagina: prima di iniziare non sapevo nemmeno che esistessero, me
li sono trovati lì. In altri casi invece sono partito da una figura
a me nota, per esempio con Le vite di uomini non illustri mi sono ispirato
a persone che conoscevo, ma i personaggi hanno poi assunto un aspetto
e una fisionomia del tutto diverse. Se ci
sono anch'io, in questo libro appaio come figura comica o patetica.
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![]() Giuseppe Pontiggia |
I miei libri sono stati scritti a una certa distanza
di tempo l'uno dall'altro e vi sono confluite le mie esperienze, ma in
chiave metaforica, trasferite e trasformate. Se
avessi lo scopo di raccontare quello che sono o sono stato non avrei nessuna
spinta. Non mi interessa quello che c'è stato nella mia
vita, ma quello che ci sarà sulla pagina.
{NATI DUE VOLTE} |
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| Nel "Raggio d'ombra" ho rappresentato un professore di Bergamo malato di libri: è stato un modo per rappresentare la mia follia, ma in modo molto libero, mediato. |

| Dopo il primo romanzo, mi sono del tutto distaccato dallo schema autobiografico, non ho cercato di riprodurre in modo documentario la mia vita privata, oltre tutto credo che non sia possibile e poi non mi interessa. |