Il mio modo di scrivere non tende all'affettazione, all'arcaismo, al purismo. Adopero un linguaggio molto comprensibile con screziature letterarie, senza voler essere in alcun modo sofisticato. Forse un lettore superficiale può non accorgersene, ma io lavoro moltissimo sui dialoghi, gli aggettivi, gli avverbi, i cambiamenti di passo, la sintassi, la costruzione della frase.


{BIBLIOGRAFIA -
I contemporanei del futuro}

dattiloscritto

Il dattiloscritto di Nati due volte
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PAROLA

Anche quando scrivo un articolo cerco di scriverlo al meglio, non mi preoccupo solo di fare un certo percorso, ma di raggiungere una tensione stilistica, di usare un linguaggio ricco di potenzialità espressive. Però è nella narrativa che ricerco un effetto molto forte di tenuta espressiva. Pound diceva che la prosa dell'Ottocento ha insegnato alla poesia del Novecento: per dire che anche la prosa può tendere a un livello stilistico complesso, che non è letterarietà esibita.


{BIBLIOGRAFIA - L'isola volante}




Ezra Pound

Ezra Pound

in veste da insegnante

Pontiggia in veste da insegnante nel 1967
Scrivere non si può insegnare, ma si può avvicinare: spiegando come il significato possa cambiare spostando una parola, si fa acquisire un certo tipo di sensibilità nei confronti della parola e della frase. Mostrando ad esempio come si costruisce un attacco narrativo, come l'hanno costruito grandi scrittori, si può realizzare un'attenzione orientata che è il massimo ottenibile da un corso di scrittura.


{BIOGRAFIA}
 

Lo scrittore che mi ha rivelato
la parola è stato Maupassant;
a tredici anni
ho letto una novella
che mi ha esaltato,
si chiamava "La cordicella":
mi entusiasmava lo splendore
smagliante della parola.